La casa nel bosco: la tenda

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La mia prima tenda da campeggio la vidi da Willy Sport a Torino, avevo più o meno 8 anni. Era montata in un angolo che rappresentava uno spaccato di un campeggio montano, con intorno e dentro tutti gli accessori, era così bella che a guardarla mi si abbagliavano davvero gli occhi. Quella minuscola tenda azzurra e rossa mi apriva la porta su un mondo infinito. Avevo chiesto ai miei genitori di iscrivermi ai Lupetti come premio per non aver preso nuovamente il terribile sette in condotta a scuola, ed i folletti dei boschi sanno quanto effettivamente mi dovetti impegnare per sostituire la parola sette con nove. Ma ne era valsa la pena! Ora ero lì e lei, i mio sogno, era lì davanti a me per portarmela a casa. E così fu. Uscii da quel paradiso di articoli sportivi con la tenda (la mia tenda) ed una borraccia in alluminio che aveva una foderina verde con una zip ed un coltellino chiudibile Opinel n.8 con, ovviamente, la lama in carbonio.

Ma torniamo alla tenda, a quello che rappresenta, a quello che suscita  in noi quando la montiamo e la viviamo nella sua interezza. La tenda è una abitazione, una piccola casa non una piccola stanza. È lei che ci fa diventare uno degli abitanti del bosco poiché ogni animale del bosco ha la sua tana. La tenda per chi fa campeggio essenziale deve essere leggera e facilmente trasportabile, sufficientemente robusta  ed adatta ai luoghi a cui è destinata, grande abbastanza per ospitare noi ed il nostro cane, se andiamo solo con lui. Ne esistono ormai di moltissimi tipi ma questo sarà un argomento che tratterò più avanti. Vediamo invece come utilizzare al meglio la nostra tenda.

 

Dove montarla. Ecco una decisione che appare semplice ma non lo è poiché montarla è facile ma scegliere il luogo giusto non lo è affatto. Sappiamo che i nostri boschi sono abitati da animali e che alcuni di loro, per alcune loro caratteristiche, possono diventare pericolosi se si sentono minacciati. Tirare su una tenda su una pista di caccia di un orso non è sicuramente una scelta conveniente, come non lo è neppure una “strada” utilizzata dai cinghiali. Ma come possiamo saperlo?

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Tanto per cominciare ci informiamo, anche in rete si possono trovare informazioni utilissime. Se abbiamo conferma che nella zona vi sono questi due inquilini (il lupo ha un altro tipo di comportamento) faremo attenzione ad alcune tracce. I cinghiali sono, alla fine della fiera, dei maialotti, selvatici ma sempre dei maialotti e come loro fanno tanta ma tanta “pupù”, che è riconoscibilissima. Ora, il cinghiale è insaziabile ed il più delle volte continua a mangiare anche quando evacua per cui dove c’è abbondante presenza di feci, ed anche querce, quindi ghiande, non è assolutamente un buon posto per fermarsi.

Per l’orso vale la stessa regola, con un’aggiunta: se le feci sono ancora calde il pelosone è certamente nei dintorni, se quella è la sua zona di passaggio sugli alberi circostanti troverete i segni della sua presenza e potrete anche farvi un’idea delle sue dimensioni. In questo caso cercate di scegliere un posto quanto più vicino al limite del bosco,  non nascondete la tenda anzi rendetela più visibile. Non lasciate avanzi di cibo e non conservate alimenti con voi in tenda, se dovete pernottare più di una notte usate il paracord per appendere in alto su un ramo la sacca contenente gli alimenti.  Se il terreno è coperto dalla neve ovviamente le tracce saranno ancora più semplici da visualizzare.

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Questi accorgimenti sono validi anche per il tasso che quando è in cerca di cibo è davvero temerario. Nei periodi a cavallo tra autunno ed inverno, evitiamo di piazzarci troppo a fil di bordo con fiumi e ruscelli, quello che può accadere anche soli 20-30 minuti di pioggia possono far diventare il torrentello da tranquillo a fiume in furia senza pietà e ragione. Prima di montare la tenda sotto un albero cerchiamo di verificarne le condizioni, guardatevi intorno, il bosco è pieno di grossi rami caduti ed anche interi alberi che per cadere completamente sembra non abbiano davvero bisogno di nulla.

Scartiamo i luoghi troppo intricati, rovi e cespugli, specie se secchi, sono un impiccio ed in caso di guai diventano una trappola. Ricordiamoci che dovremo anche accendere il fuoco, operazione che deve essere svolta con coscienza, competenza ed in sicurezza. Il terreno intorno a noi va “pulito” ed uno spiazzo naturale è un luogo ideale per sostare uno o più notti.

Ultimo, ma non meno importanti, è il colore della tenda: evitiamo colori “camo” (mimetico) stile Vietnam, cerchiamo invece di essere visibili, gli animali non sono gli unici frequentatori dei boschi, e essere troppo occultati durante la stagione di caccia può creare qualche inconvenienza, per cui sarebbe meglio optare per colori più visibili. La tenda è anche un riparo, un luogo che deve proteggerci da temporali improvvisi, pertanto teniamola sempre in efficienza e a fine escursione puliamola a dovere. Tenerla ben conservata ce la farà trovare in buono stato nel momento in cui saremo pronti per partire.

Antony

14 pensieri riguardo “La casa nel bosco: la tenda

  1. Che bello, amo la natura e anche se non ho mai avuto avventure così sono molto affezionata alla tenda e al campeggio. Il mio era un campeggio attrezzato ma quando i mieie presero la canadese e mi portarono in vacanza con quella per diversi anni, ricordo di essermi divertita tantissimo. La natura é magnifica e non si finisce mai d’imparare da lei. Un saluto e buon fine settimana

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  2. Ottimi consigli! Io ho il mio teepee ereditato dai miei fratelli Lakota montato qui nel bosco di casa mia: d’estate ci dormiamo spessissimo con mio marito, i figli e i cani ( il resto del branco peloso è troppo grande per entrarci). Fosse per me ci vivrei dentro! Dentro non manca niente, nemmeno i miei oggetti appesi. E fuori è dipinto con i miei colori e i miei animali totem. D’altronde ho avuto la passione di dormire fuori fin da bambina: spesso mi addormentavo sugli alberi oppure nella mia piccola tendina personale. Prima o poi avrò una casa sull’albero!

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  3. Mio figlio ( 35 anni) che vive ( ed è sposato) in Veneto è stato sempre un cultore della tenda; da anni è nei boy scout e li porta in campeggio.
    Gli mostrerò il tuo post che trovo molto dettagliato.
    Buonanotte 🙂

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