Il folletto delle Valli di Lanzo

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Ciao amici dei boschi, chi ha vissuto più volte l’esperienza di passare la notte in un bosco sa quanto sia diverso rispetto ad una passeggiata diurna. Il bosco di notte prende vita, tassi praticamente invisibili e al riparo nelle loro tane escono per mangiare ed i maschi mettono il loro verso simile all’abbaio di un cane; anche volpi e ricci e, per chi ha dimestichezza coi boschi abruzzesi (ma oramai anche altri sparsi in altre zone d’Italia), l’ululare del lupo è a parer mio quello che un fascino d’altri tempi.  E come se questo non bastasse a rendere emozionante la nostra avventura spesso ci accompagnano storie legate al luogo in cui stiamo pernottando, vecchie storie che si perdono nella memoria degli anziani del posto e tramandate verbalmente, così radicate  nella cultura locale da essersi integrate negli avvenimenti di routine giornaliera.

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Chi trascorre una notte nel bosco con la magica e suggestiva compagnia del fuoco e del nostro compagno peloso, non è certamente una persona che si collassa facilmente ma qualche volta mi è accaduto a fronte di rumori e comportamenti del mio cane di pensare a queste leggende e, come disse L’Innominato di Manzoni: e se non fosse un’invenzione de’ preti?

Quando si parla di “piccolo popolo” la nostra immaginazione vola senza dubbio in Irlanda, terra natia di mille storie su questi fantastici ed immaginari abitanti dei boschi; anche qui da noi in Italia si raccontano storie legate a questi esserini che, pare, proprio di notte escano per le loro faccende in perfetta e totale armonia con gli animali del bosco e si divertano a fare piccoli dispetti ad allevatori di bestiame, viandanti e contadini nonché a solitari campeggiatori,così si racconta…

Nelle Valli di Lanzo in Piemonte, gli allevatori raccontano di uno di questi immaginari e folkloristici abitanti che si diverte ad annodare le code delle mucche nelle stalle (le code annodate le ho viste pure io!) ed i contadini raccontano di attrezzi che vengono trovati fuori posto. Si racconta che proprio all’inizi della calda estate del 2006 due tedeschi, marito e moglie, praticanti di campeggio “essenziale” siano stati oggetto di attenzione da parte di qualcosa o qualcuno che ha aperto una scatola contenente alcuni dolci tipici tedeschi, ignorando würstel ed altri alimenti. I due campeggiatori hanno anche simpaticamente affermato che i dolcetti erano conservati in una scatola di cartone che è stata a loro dire aperta ma che non aveva alcun segno di unghiate o morsi di animali.

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Che dire? È certo che l’influenza celtica è ancora forte nelle tradizioni di alcuni paesi italiani. Eventi come la candelora si mescolano ad altri eventi di origine pagana spesso assorbiti sotto altri nomi dal Cristianesimo ma a noi poco importa. Siamo anche noi abitanti, seppur saltuari, dei boschi e per la natura nutriamo un profondo rispetto. Non posso negare che a volte mentre sono davanti ai carboni ardenti del fuoco che si è consumato e mi appresto a dormire qualche ora, guardandomi intorno ho la sensazione che il bosco nasconda dei segreti legati a quelle innumerevoli dicerie e leggende popolari eppure non ho mai visto nulla. Chissà…

Buona notte nel bosco amici!

Antony

3 pensieri riguardo “Il folletto delle Valli di Lanzo

  1. Beato te che ,nei boschi di notte, hai la tranquillità per pensare ai folletti!!!
    Io ,qualle poche volte che mi ci son trovato, ho passato notti insonni con le orecchie tese ma per paura di qualche pastore “orco” o di qualche stronzo che mi avrebbe fatto passare un “tranquillo w.e. di paura” (visto il film?).
    Mica dei folletti. 😦

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  2. Ma no , i folletti al massimo fanno dispettucci^^ e gli stronzi preferiscono l’alcool e le città, e non ho mai incontrato pastori orchi , ma amici pastori si. La prossima volta porta con te una lettura , e se proprio non riesci a dormire …leggi ^^..

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