Sopravvivenza? Help! John Rambo abbiamo un problema.

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Ciao a tutti amici dei boschi, oggi vorrei dire  la mia in merito alla sopravvivenza e le attrezzature che vengono associate ad essa senza, tuttavia, tralasciare la parte preventiva che è l’informazione. Cominciamo dall’informazione  e prendo come esempio l’informativa che viene data riguardo i terremoti:

IN CASO DI SCOSSA, PRIMA DI TUTTO IDENTIFICARE POSTI SICURI ALL’INTERNO E ALLESTERNO. SE SEI IN AUTO NON SOSTARE IN PROSSIMITÁ DI PONTI, DI TERRENI FRANOSI O SPIAGGE. SE SEI IN UN LUOGO CHIUSO CERCA RIPARO NEL VANO DI UNA PORTA INSERITA IN UN MURO PORTANTE O SOTTO UNA TRAVE.

Chi di voi ha vissuto l’esperienza di una o più scosse di terremoto sa benissimo che in quella manciata di secondi generalmente si fa a malapena in tempo a realizzare quello che sta accadendo. E se sono in coda in auto per recarmi al mare su uno dei tanti ponti di cui la nostra penisola è fornita?  E quanti si sono riparati sotto il vano di un muro portante? Io ho visto gente che ha preso comunque l’ascensore perché  abita al decimo-dodicesimo piano e magari anche anziani e dopo, molto dopo, ha raccontato che in quei momenti non è riuscito a razionalizzare ordinatamente nulla, pensava ai figli, ha creduto di stare per morire ecc.

E non vi riporto cosa viene indicato nell’informativa sulle cose da fare in caso di incidente o attacco nucleare … che è meglio!

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Allora diciamolo: la sopravvivenza è in realtà la fase due, prima è necessario essere sopravvissuti. Siamo consapevoli che l’incidente, naturale o no, è veloce e non lascia molto tempo per organizzarsi.

Ed ora passiamo alle attrezzature, non mi interessa quali ma dove tenerle. Per gli appassionati di escursioni viene spontaneo pensare allo zaino, ma noi sappiamo che spesso lo zaino è un impiccio, seppur necessario ma una vera “scimmia sulle spalle”, e che si preferisce non assicurarselo addosso nel modo più corretto, pertanto anche una semplice scivolata può separarci dal suo prezioso contenuto. Nella tragedia che si è verificata sul Pollino oltre una trentina di escursionisti sono rimasti travolti e portati via da fango, sassi e acqua mentre attraversavano il letto di un fiume in un canyon,  dieci sono morti: molti zaini sono stati ritrovati molto ma molto più lontano dei corpi degli sfortunati escursionisti. Lo zaino è da considerarsi un po’ come il porta bagagli della nostra auto o come le valige,  le cose più strettamente necessarie le portiamo addosso e lo stesso principio dovrebbe essere applicato per le escursioni. Nello zaino, ovviamente, mettiamo  quello che è previsto e ci necessita per la disciplina che pratichiamo, quindi non stiamo a vedere la differenza tra fornellini, coltelli, pentolini, vestiario ecc. Concentriamoci, piuttosto, su quello che possiamo portare realmente con noi.

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In prima poltrona metto un fischietto, in  momenti di forte stress fisico e mentale è dimostrato che una delle prime cose che paga il prezzo dello stress e della stanchezza è la voce, averlo significa poter segnalare la nostra presenza in modo deciso, costante ed efficace. Un telo termico: per chi non lo avesse mai visto ha pressappoco le dimensioni e la consistenza di un pacchetto di fazzolettini,  costa due lire ma ci permette di creare un piccolo ma efficiente riparo in caso di maltempo improvviso o proteggere noi stessi o un nostro caro che è rimasto coinvolto e/o ferito da un incidente. Il tempo che può trascorrere tra l’incidente e l’arrivo dei soccorsi dipende da molti fattori, luogo e condizioni atmosferiche sono senza dubbio quelle predominanti, pertanto quella che doveva essere una tranquilla escursione giornaliera potrebbe trasformarsi in una lunga e difficoltosa attesa. Anni fa in Puglia ho soccorso una famiglia, padre, mamma e bimbetto di (credo) sette anni che si erano persi in cerca di funghi. Il morale del bambino era il più alto dei tre, perché il papà aveva portato con sé qualche snack al cioccolato! Una bustina di frutta secca mista o, appunto, uno snack non sono il pranzo domenicale di “Mammà” ma sono sicuramente di conforto. Un braccialetto di paracord non pesa nulla, costa poco più delle due lire, possiamo portarlo al polso, o agganciato alla cintura, e a seconda del tipo ci risolve diverse cosucce, come il fischietto: è filo utile da poter utilizzare. Ho già parlato del braccialetto e se vi fa comodo vi riporto il LINK .

A questo kit aggiungo una piccola torcia e quello che meglio sapete utilizzare per accendere (in caso di bisogno) un piccolo fuoco. Se siete “addetti ai lavori” non avrete problemi a cercarvi un’esca per il fuoco ed utilizzare il piccolo kit che certamente è sempre con voi, altrimenti va benissimo un semplice accendino di quelli usa e getta. In ultimo, ma non per mancata importanza, l’attrezzo più antico del mondo: il COLTELLO. E qui, per cortesia, non perdiamoci in sterili polemiche e disquisizioni, se abbiamo con noi il nostro coltello full tang da 13/15 centimetri ben venga ma, al contrario, se è andato in gloria insieme allo zaino ben venga il piccolo ma intelligente e versatile Victorinox! Piccolo sì ma presente! Anche in questo caso potrete scegliere tra una gamma di modelli vastissima, tenete però a mente che è nella botte piccola che si conserva il vino buono e che un coltellino di poco più di 50 gr e di 84 mm di lunghezza ( chiuso ) sta comodamente in tasca senza dare nessun impiccio.

Non dimentichiamo in ultima battuta un paio di cosette che sono, comunque, fondamentali: lasciamo sempre detto a qualcuno il luogo dove ci stiamo recando e il tempo che abbiamo preventivato di rimanere fuori. Infine un piccolo smartphone (se c’è campo) ci potrà ulteriormente essere d’aiuto.

Buon bosco a tutti!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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8 risposte a "Sopravvivenza? Help! John Rambo abbiamo un problema."

  1. Trovo molto istruttivo quanto hai lasciato; mio marito ed io abbiamo deciso di vivere lontano dalla città, tra l’altro lui da due giorni è presidente della Protezione Civile del paese e sente molto queste responsabilità

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