Le abitudini degli animali selvatici stanno davvero cambiando? Come è perché?

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Salve a tutti, qualche giorno fa ho letto un rapporto scritto da alcuni esperti Inglesi sul cambiamento delle abitudini comportamentali degli animali selvatici. Inizialmente ho pensato alla solita bufala “sparata giusto per fare sana Disinformazione , tuttavia mentre leggevo non ho potuto fare a meno di comparare quanto questi forensi avevano espresso con quelle che, seppur piccole e senza dotte e altisonanti referenze, sono le mie esperienze dirette.

Ebbene si, gli animali hanno modificato le loro abitudini e la causa principale, siamo noi. Gli ultimi ad adattarsi sono proprio quelli in cima alla catena alimentare, Lupi, Orsi, Volpi, hanno dovuto allinearsi a quelle delle loro prede abituali e al loro nuovo approccio con il più potente e letale degli animali del nostro pianeta: noi.

Ormai ad ogni escursione non manco mai di avvistare caprioli e cinghiali, i primi attirati dalle distese di terreno coltivate a erba medica, ma anche a fieno, i secondi ( cinghiali) ormai conoscono bene le discariche che per loro sono un deposito di leccornie a cielo aperto, senza trascurare che lepri, minilepri, conigli rinselvatichiti, nutrie, scoiattoli e fagiani si intrufolano spesso anche nei giardini delle case. Proprio ultimamente il simpatico e banditello  jack  russel terrier di un amico ha raggiunto con successo per lui una piccola lepre praticamente di fronte a casa.

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Nel rapportino si evince che i predatori sono diventati quasi prettamente notturni. Per quanto ho potuto appurare io sembrerebbe il contrario, le tracce che trovo sono spesso e volentieri lasciate in orari mattutini e di conseguenza non distantissime neppure dai centri abitati. Insomma il Bosco è quasi diventato un luogo dove nascondersi e riposarsi in tranquillità, mentre la caccia si è spostata più vicino i centri abitati ed in orari tutt’altro che notturni.

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I gruppi di lupi che posso dire ormai di “conoscere” sono composti da pochi elementi che conoscono perfettamente la pericolosità degli esseri umani e, conseguentemente, mantengono quella invisibilità che gli ha consentito di sopravvivere oltre, ovviamente, alle leggi che fortunatamente li proteggono nella maggior parte dei casi. Tuttavia durante le mie escursioni ho trovato carcasse di capriolo con evidenti segni di predazione addirittura non lontano dalla strada asfaltata, carcasse quasi sempre non completamente consumate e che quando ero passato ad inizio escursione non c’erano. Fatto, questo, che fa evincere che i lupi hanno dovuto cogliere l’attimo, in orari diurni, e che disturbati da qualcosa hanno dovuto abbandonare la preda  senza aver potuto completare il pasto. Quello dei Lupi in particolare non costituisce un pericolo per l’Uomo, diverso invece potrebbe essere  per quanto riguarda l’avvicinarsi dei Cinghiali ai centri abitati.

 

Cosa possiamo fare? Anche in questo caso l’informazione è lo strumento più efficace, sarebbe corretto informare che lasciare resti di macelleria, scarti ortofrutticoli, avanzi della ristorazione in luoghi così scontatamente accessibili è la causa primaria di questi cambiamenti di abitudini.

Personalmente alla fine di ogni escursione porto con me i rifiuti senza lasciare nulla degli eventuali avanzi alimentari e cercando di rendere il più possibile invisibile il mio passaggio così da evitare di contaminare pesantemente l’ecosistema del luogo.

 

Qualche notte fa abbiamo assistito ai “canti” di richiamo dei Tassi, animaletti che se disturbati sono tutt’altro che socievoli; i loro versi sono molto simili al latrare di un cane, la nostra presenza troppo vicina li ha costretti ad interrompere e soltanto quando ci siamo allontanati hanno ripreso i loro suggestivi rituali.

Informazione, educazione specifica e conoscenze in merito sono gli elementi fondamentali per una pacifica e proficua convivenza.

La coscienza collettiva nei riguardi della natura e la consapevolezza dell’importanza che quest’ultima ha (anche) per noi oltre per tutto l’ambiente, si è fortemente sviluppata negli ultimi cinquant’anni; le superfici boschive sono aumentate e la Fauna, anche quella che si riteneva oramai perduta, ha rifatto capolino come per le Linci e lo Sciacallo (altro piccolo canide che si riteneva oramai estinto da noi).

 

Ognuno di noi può contribuire, anche nel piccolo ma non meno importante, al raggiungimento di un equilibrio sempre migliore, basta davvero semplicemente accostarsi al Bosco ed alla sua biodiversità con gli occhi di un ragazzino ma con la coscienza e la responsabilità di adulti consapevoli del valore dei luoghi che andiamo a vivere e non ha visitare. Un bosco non è un museo all’aperto, è un’entità viva composta da migliaia di esseri viventi, insetti, alberi, piante, mammiferi e volatili, e dovremmo avere lo stesso rispetto che desideriamo da chi entra nel nostro quartiere, casa o paese/città.

Un abbraccio a tutti voi che mi seguite e Buon Bosco!

(Alcune immagini sono prese da Google).

 

 

 

 

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9 risposte a "Le abitudini degli animali selvatici stanno davvero cambiando? Come è perché?"

  1. Da noi, gli uccelli che una volta erano nelle campagne si sono trasferiti nei nostri giardini.
    Nel mio, oltre ai soliti merli, passeri, luì, pettirossi, cince, cardellini, usignoli e altri di passaggio, ormai ci sono anche gazze e cornacchie, colombacci, colombi e tortore. Divorano ogni cosa, non hanno paura di nulla. Ho visto perfino upupe e beccafichi e in autunno, quando le bacche del bagolaro sono mature, arrivano stormi di storni e tordi a far cagnara.

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  2. Grazie,
    interessante e utile per far capire a noi umani di cambiare rotta…
    …non siamo noi i padroni del pianeta terra ma è la Terra che ci sta ospitando e dovremmo contraccambiare senza quell’arroganza che purtroppo spesso ci contraddistingue.
    Grazie ancora 💙

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