La voce del silenzio

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Quante volte ci siamo chiesti perché ci sono esseri umani che attraversano deserti, fanno navigazioni solitarie di migliaia di miglia, scalano montagne o affrontano il freddo del polo nord oppure si immergono in umide ed intricate foreste pluviali? Qual è la molla scatenante? In caso di incidenti, talvolta anche mortali, ho sentito chi ha espresso giudizi di questo tipo: non aveva nulla da fare; ci sono cose più importanti nella vita; o (più semplicemente flagellante) poteva starsene a casa sua! Beh forse hanno ragione, forse no, ed ancora forse si riferiscono più a loro stessi che non ai fatti o alle persone in oggetto.

 

Messner, quando gli chiesero perché amava scalare montagne inaccessibili  al 98% della popolazione della Terra rispose: perché esistono! Quando guardo le montagne ho i sentimenti delle montagne dentro di me, li sento come Beethoven che sentiva i suoni nella testa quando era sordo e compose la Sinfonia n. 9; le rocce, le pareti e le scalate sono un’opera d’arte.

Mi chiedo anche che cosa spinga un “me” o un “voi” a fare un’escursione nel bosco, indipendentemente dal fatto che si tratti di una escursione della durata di una giornata piuttosto che di alcuni giorni.  Cosa ci accomuna all’alpinista estremo o all’esploratore dei deserti artici? Non è semplice spiegarlo, anzi credo che solo pochi abbiano la capacità, il dono di rendere partecipi condividere queste “motivazioni” ed io, ma già lo sapete, non sono tra questi.

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A chi mi chiede come è stata la mia escursione io rispondo spontaneamente “Bella!” ma vi giuro sulla quercia più antica che mentre dico “Bella!” davanti agli occhi della mia mente scorre un intero film tridimensionale in cui, oltre ai colori, sento odori, torrenti, antichi e giovani alberi che emanano le loro vibrazioni ed i loro inquilini, scoiattoli, cinghiali, volpi, tassi, lupi, ricci, gli uccelli che nidificano tra i rovi, rane che gioiscono quando il torrente è in piena ma non si piangono addosso quando la siccità riduce il fiume in cui vivono ad un insieme di pozzanghere. Non mi importa cosa mangerò mi basta mangiare, non mi importa su cosa dormirò mi basta dormire. Io ed il mio compagno cane non abbiamo più necessità di parlarci, ci intendiamo a sguardi, ecco siamo in armonia col bosco.

Ok ditelo, non sono riuscito a spiegare un beneamato tubo! Ma su, se preferiamo trascorrere il nostro tempo mangiando merendine liofilizzate anziché panini “salsosi” o passare qualche notte sotto un soffitto stellato piuttosto che in una discoteca con un soffitto al laser ci sarà un motivo. E se non lo vediamo probabilmente è un altro segreto dei boschi.

Antony

3 pensieri riguardo “La voce del silenzio

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