Il fuoco

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Premetto che conoscere le tecniche per accendere un fuoco, e soprattutto saperle mettere in pratica, è una buona cosa pertanto mi sento di consigliare a chi non ha avuto esperienze in cui ha potuto apprendere queste metodologie, da militare o viaggiando o confrontandosi con altre culture, e a chi desidera allargare le proprie conoscenze di frequentare un corso di sopravvivenza. Mi permetto di far notare che non è necessario andare fuori dall’Italia poiché ormai da molti anni nel nostro Paese abbiamo diverse scuole di sopravvivenza molto valide.

Detto ciò, come lo accendiamo questo benedetto fuoco? Partiamo dal presupposto di avere soltanto un paio di giorni liberi e che desideriamo goderci al meglio la nostra full immersion nella natura. Non stiamo partendo per due giorni di sopravvivenza estrema ma per goderci un po’ di relax, è una breve vacanza di piacere, per cui accenderemo il fuoco quando sarà il momento di gustare qualcosa che avremo pescato, cacciato, raccolto o semplicemente portato da casa, quindi dalla trota pescata in un bosco piemontese con fiume annesso, al sarago infilato con un arbalete in Puglia tra mare e bosco. Quello che in realtà non deve mancare è la gioia di vivere questi momenti e la sicurezza nostra e del bosco che ci ospita. Vediamo ora cosa possiamo portare con noi per accendere il fuoco.

Fiammiferi

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Questi sono un’ottima soluzione, in commercio ne esistono di diversi tipi tra cui anche i fiammiferi antivento. Nel mio kit veramente spartano trovano sempre posto 4/5 fiammiferoni da Barbecue, un accendino e un acciarino.  Il fiammifero lungo ha diversi vantaggi: è molto leggero e la parte piùlunga può essere ulteriormente tagliata finemente ed utilizzata nell’immediato come esca.

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Sono tutti buoni ma con questo non significa che siano validi ed efficienti quando effettivamente servono. Se possibile evitiamo quelli cinesi o indiani, costano pochissimo (con 1 euro ce ne rifilano 4 o 5), peccato che questi “aggeggi” oltre ad essere pericolosi, mi è personalmente accaduto che cadendo a terra sia esploso nel vero senso della parola, e spesso smettono di funzionare senza dare nessun preavviso anche dopo poche accensioni.

 

Clipper

Differente è, invece, il Clipper, accendino che costa un paio di euro, piccolo, simpatico, leggero e … ricaricabile, un’ottima soluzione anche come strumento di emergenza. Una “clipperata”, una buona esca e il fuoco per i nostri wurstel è assicurato. Purtroppo non è antivento, non è facilmente maneggiabile con un guanto e non è impermeabile.

 

Lo Zippo

Questo mitico accendino americano conosciuto in tutto il mondo è stato l’accendino ufficioso dei militari americani durante la Seconda Guerra Mondiale.

Secondo alcuni non è adatto come elemento da kit di bosco; è vero che non è impermeabile ma per non funzionare deve cadervi proprio in acqua. Un po’ di pioggia non è un ostacolo per la sua fiamma e neppure un po’ di vento, se si sostituisce il materiale “ovattoso” che si trova all’interno con del cotone idrofilo, potrà essere utilizzato come esca. Si dice che si scarica facilmente. Beh, parliamone. Il mio zippo ha tredici anni, ha vissuto praticamente di tutto, tranne i cingoli di un carro armato, non lo utilizzo per funare perché fumo la pipa, ma la sua carica più che abbondante, tra le accensioni di prova e quelle per accendere un fuoco mi dura più di un mese, e comunque basta averel’accortezza di controllarlo prima di partire, come del resto qualunque altra cosa che portiamo con noi, dalle batterie della torcia al filo del coltello.

 

Una cosa che personalmente ritengo particolarmente utile è che lo si può appoggiare acceso, ad esempio per disinfettare una lama o un ago o bruciare rapidamente qualcosa indipendentemente dal tipo di superficie su cui viene appoggiato o per reimpennare rapidamente una freccia. Insomma, il costo che si sostiene per il suo acquisto è ripagato  da tutti gli anni che vi servirà fedelmente.

Accendino IMCO (Austria)

Questo è da considerarsi il padre di tutti gli accendini (tosti). Viene messo in produzione in Austria nel 1907 in una fabbrica che produceva bottoni, per diventare poi l’accendino ufficiale della Prima Guerra Mondiale. Robusto, antivento e resistente è diventato popolare (insieme allo zippo che a lui si è ispirato) tra i militari e l’outdoorsman.

 

L’accendino fotografato in questo articolo è di Ale, un amico mio e dei boschi, ed ha più di mezzo secolo ed è ancora perfettamente efficiente. Anche questo accendino può essere utilizzato appoggiato acceso. La fabbrica ha chiuso nel 2012 ed ha prodotto complessivamente oltre cinquecento milioni di esemplari.  Tuttavia è possibile trovare ancora degli originali ed il modello è stato copiato da altre aziende. Anche per questo accendino fate attenzione alle “cinesate”.

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Antony

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